Quando mi innamorai dello Yoga Tibetano

E’ stato difficile scrivere la mia Bio, che più che una bio è una sorta di Curriculum Vitae alla fine. Perché neanche io ricordo tutto ciò che in pochissimi anni (dal 2007) ho studiato, approfondito, rielaborato e che ormai è parte integrante ed inscindibile della mia pratica personale e professionale. Ho voluto provare quasi tutti gli stili di Yoga, dall’Hatha al Kundalini , dall’Iyengar al Vinyasa Flow e tutt’ora credo sia essenziale per un buon praticante yogi attraversare diversi processi di “lavorazione” fisica, mentale, emotiva e spirituale in quanto per me lo Yoga rimane Il Lavoro Alchemico per eccellenza. Quando però sono entrata in contatto con le sue più antiche Radici ero ormai grande e satura di esperienze. Lo Yantra Yoga, lo Yoga del Sole e della Luna è stato per me amore a prima vista. Cosa ci ricorda? Certamente il diffusissimo Hatha Yoga nella sua traduzione letterale. Infatti lo Yantra Yoga, considerato il precursore di ogni metodo e stile, praticato negli altopiani dell’Himalaya millenni fa, è il suo equivalente nel Buddhismo antico. Cosa significa “Yantra” ? Scoprire la propria condizione primordiale, primigenia. (parleremo di questo circa l’arte sacra rappresentata nei Chakra ) In questo significato ritroviamo le origini dello Yoga e la sua attitudine, quella di riportarci ad uno stato naturale, nel corpo quanto nella mente, visto che nelle scritture antiche esso consta di tre pilastri interconnessi : la dedizione alla Ricerca del Divino dentro di noi, lo studio personale (i.e. Personalità) e la produzione di Calore Interno ( fondamento della pratica Tibetana). Mente e Corpo sono considerati in uno stato naturale solo quando la loro Energia (Prana) lo è. Perciò la maggior parte del lavoro affrontato nello Yoga, e specialmente nello Yantra, ci porta a lavorare sul direzionare l’energia (i nostri Vayu o Venti Interni) in alcuni distretti particolari del corpo, in alcuni canali e con alcune modalità. Risultano quindi essenziali gli esercizi preparatori (LungSang) che serviranno a ripulire le zone addette all’assorbimento del Prana. Studiare lo Yoga Tibetano mi ha aperto senza dubbio una ancora più organica e olistica visione dell’essere umano : derivato dalla matrice Tantrica e quindi dal filone più mistico del Buddhismo, in esso non si considerano le Emozioni come veleni e quindi come qualcosa al quale dovremmo rinunciare. Bensì esse sono viste come sfumature dell’Essere attraverso cui scoprire il Sé Divino , oggetto di meditazione attraverso la pratica e soggette a Trasformazione poiché Energia. Cosa significa dunque lavorare con lo Yoga Tibetano? Innanzitutto è soltanto una delle modalità d’approccio a questa disciplina che aiuta a connetterci alla sofisticata tecnologia del nostro corpo, del suo funzionamento ed eventualmente al suo somatizzare. Ogni volta che saliremo sul tappetino e percepiremo anche nei più piccoli movimenti il nostro corpo lavoreremo sullo sciogliere e trasmutare le energie stagnanti , quelle di resistenza e di tensione, perché il corpo è la mappatura perfetta di chi siamo e racconta la nostra storia. Ecco un’idea di sequenza tibetana semplice , più facile del Surya Namaskar tipico del metodo Hatha e Ashtanga , da praticare ogni giorno per mantenere i distretti endocrini, nervosi ed energetici perfettamente puliti : https://youtu.be/fOQ82JbSahk Il mio libro di studio : https://www.macrolibrarsi.it/libri/__yantra-yoga-libro.php?pn=2631&utm_source=googleshopping&utm_campaign=gslibri&gclid=Cj0KCQiAqdP9BRDVARIsAGSZ8AlkSFtyORAKzpebGux8DO_4r_9-0VtZ7Mfh7u6yJT3KmsFIbXOGMj8aApvJEALw_wcB E se vuoi praticare Yantra Yoga, attivare profondamente il Calore Interno e lavorare sulla purificazione dei Corpi Sottili (di cui parleremo sicuramente in seguito) secondo me dovresti affacciarti alla nostra Community Online https://www.arcadiayogacenter.com/extra

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