Quella volta in cui mi feci visitare dal medico..

"La durata della vita di una persona dipende dalla sua Forza Interiore e da quanto ordinata è ogni sua giornata. Tutti gli Esseri sono micro universi integrati nella totalità del Tutto." (Sushruta Sutrasthana 15,38)

Molte volte nei miei viaggi sono stata visitata da medici poverissimi, scalzi, che masticavano foglie di erbe allucinogene, con fiori sul capo, in case surreali, a strapiompo su dirupi, risaie o sperduti nella giungla e nella foresta. Mi prendevano la mano, un dito, guardavano la mia lingua, i miei capelli, i miei occhi o la mia data di nascita ed iniziavano a raccontarmi una storia: la mia e quella del mio corpo in maniera super esatta. No, non sono soltanto leggende e miti d'oltre oceano. Questi personaggi esistono davvero ed io li ho conosciuti. Parlano l'antica lingua di una medicina perduta nei millenni e perchè no anche di superstizione e rituali. Per questo motivo nei miei workshop sull'Ayurveda in primis amo raccontare le radici di quelle che oggi sono considerate medicine alternative e che in realtà, di alternativo possiedono solo l'idea di enfatizzare molto la prevenzione e di considerare ogni individuo un universo che risponde alle sue leggi, non omologato perciò ad un'unica terapia. Le medicine più antiche e famose al mondo sono senza dubbio quella Cinese e quella Indiana (l'Ayurveda) che sono ramificazione di quella Tibetana-Bon di circa 4 millenni fa. Personalmente scrivo, parlo e studio ciò che dell'Ayurveda è giunto a noi visto che il retaggio di conoscenze era tramandato oralmente o inciso su foglie di bambù rilegate passate di generazione in generazione adesso introvabili. Noi comuni mortali abbiamo la possibilità di studiare soltanto l'AtarvaVeda (quarto libro dei Veda) ossia un mix di Miti, Superstizione, Tecniche Mediche e Rituali legatissimi alla tradizione induista ed i Charaka Samhita e Sushruta Sutrasthana (il più usato). Dall'altopiano Himalayano e Kashmirico sono giunte in India le prime tradizioni mediche che nel VI secolo d.C. sarebbero state trascritte da un discepolo di Atreya, uno dei primi medici ayurvedici che nella storia raccontataci dall'AtarvaVeda le apprese dai Rishi (yogi e santoni eremiti) che a loro volta impararono la Sapienza del "Conservare la Vita" dalle parole stesse del dio Bramah attraverso alti stati meditativi. Con l'arrivo di Alessandro Magno al quale seguito giunsero medici greci, la medicina indiana subì le prime variazioni e crisi culturali : gli Unani ad esempio, popolazione tribale indiana, pratica ancor oggi una medicina a metà tra quella fondata da Ippocrate e quella Ayurvedica che ugualmente si basano sul riequlibrio degli Elementi presenti nel Corpo nonchè gli stessi che formano l'Universo. I Tangali sono medici-guaritori che operano tra il Kerala ed il Tamil Nadu i quali esorcizzano le malattie, i dolori e le disgrazie generazionali entrando in trance e lavorando in gruppo con forti contaminazioni di medicina araba, la quale contribuì definitivamente alla crisi della medicina ayurvedica nel VII secolo. Per fortuna oggi è ancora presente la maggior parte della conoscenza medica indiana nel sud dell'India grazie anche alle traduzioni trasmesse dal medico bengalese Goraka vissuto tra il XII e XIII secolo d.C e che ha conservato intatte molte pratiche e studi simili a quello che la medicina bio molecolare sta studiando oggigiorno. Fatto sta che in India riescono a diagnosticare cistiti ed infezioni anche senza esami da noi considerati essenziali ed il medico di solito abbraccia moltissime specialistiche che spaziano dalla psicologia allo studio dell'alimentazione, dalla farmacologia alla chirurgia senza aver bisogno di distinzioni professionali. Il rapporto da paziente a medico è unico e basato fortemente sull'empatia e la conoscenza di una generazione familiare, e non si prendono in considerazione soltanto gli aspetti base della nostra medicina ma anche e soprattutto lo stile di vita ed il modo di rapportarsi a Sè dell'individuo facendo in modo che, è vero, queste medicine si siano focalizzate molto di più sulla comprensione di ciò che mantiene in equilibrio la salute piuttosto che sulle cause della malattia considerata disarmonia, squilibrio dei costituenti fisici ma anche psichici. L'Idea di Salute indiana e dell'estremo Oriente è sempre stata orientata al concetto di Mente P

urificata che aiuta il processo di guarigione : il Corpo e la nostra parte più intima ed ineffabile non sono perciò scissi ma complementari nella creazione della malattia che non è da combattere ma prima di tutto da capire. Sono convinta che l'interesse crescente per queste conoscenze e l'aiuto proveniente dai loro rituali e dalla loro sacralità (da "Sacro", ossia Protezione) non sia da considerare con scetticismo e ironia ma con attenzione a dettagli da integrare, come ai tempi di Alessandro Magno, nella nostra tradizione medica sofisticatissima ma spesso cinica e sterilmente matematica. A tutti coloro che abbiano voglia di approfondire consiglio la visione di questo film : https://www.youtube.com/watch?v=feTiygXQyq0

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